Per la 100ª edizione del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono, ho avuto l’onore di essere scelta per pensare e realizzare il premio ai vincitori.
Concept
La prima cosa che mi è venuta in mente è che il Giro è stato rinominato dalla comunità “A cursa di Sant’Anna” e dare nomi alle cose le fa esistere in un modo nuovo. Questo Giro, in effetti, è non è soltanto una competizione sportiva. È un rito collettivo che unisce la comunità ed è parte integrante dei festeggiamenti in onore della santa.
Un rito è un gesto che si ripete, e al ripetersi rinnova ogni volta il legame tra le persone, i luoghi e la memoria. È ciò che permette a una comunità di riconoscersi e di tramandare la propria identità.
Questa medaglia nasce anche per custodire quel legame e per raccontarlo.
La centesima edizione del Giro Podistico di Castelbuono rappresenta un traguardo audace che unisce tradizione e rinnovamento.
Il tempo – che scorre, che trasforma, che costruisce memoria – si intreccia con il movimento degli atleti, con il ritmo antico delle strade del paese e con l’eco di una comunità che celebra un secolo di storia sportiva.

È da queste parole-chiave che nasce il concept della medaglia: un simbolo che custodisce la forza della tradizione e allo stesso tempo proietta lo sguardo verso ciò che verrà, che può e vuole essere costruito.

Forma
La base ottagonale richiama il cuore del Giro: la partenza e l’arrivo attorno alla fontana cinquecentesca di Piazza Margherita.

I tre livelli della medaglia evocano l’altimetria del percorso, una delle caratteristiche che rendono unica questa competizione.

Ii due livelli sovrapposti all’ottagono richiamano la forma della corona di Sant’Anna: l’elemento superiore, la stella a dodici punte diventa un simbolo di luce, protezione e orientamento che accompagna idealmente il cammino dei corridori.
Tre forme sovrapposte per sottolineare la natura multiforme di questa manifestazione e i diversi significati che rappresentano il valore aggiunto.


Materia

La pietra lavica evoca la pavimentazione in basolato e selciato del percorso, la strada antica delle vie di Castelbuono, che da cento anni sostiene il passo dei corridori.
L’ottone, il cui colore evoca l’oro di Sant’Anna, accostato alla pietra lavica suggerisce un effetto di contemporaneità e design, un ponte tra la tradizione e l’innovazione che i cento anni del giro vogliono raccontare.
Un lavoro corale
La medaglia che ho ideato è stata realizzata grazie alla sapienza di maestri artigiani:
- Roberto Intorre, Meastro orafo di gioielleria contemporanea, per la parte in ottone,
- Capuana Marmi per la parte in pietra lavica.
Oltre a loro, molte persone hanno contribuito a trasformare un’idea su carta in un oggetto fatto di materia e spirito. E’ stato un processo corale che ha unito saperi ed entusiasmi.



Sono molto contenta e grata per aver avuto questa preziosa occasione. Ringrazio di cuore il Gruppo Atletico Sportivo e la comunità di Castelbuono per essere viva, creativa e stimolante.

