“Non è solo una gara di corsa. È tanto, tanto di più”

Premio, simbolo e memoria.

La medaglia per i 100 anni del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono è un oggetto che racconta un rito, una paese, una comunità.
Tre livelli sovrapposti, tre forme che richiamano i significati molteplici di una competizione sportiva che custodisce valori, legami, tradizioni, ambizioni.

Due materiali che evocano il sacro e il profano della corsa: l’ottone della stella a dodici punte della corona di Sant’Anna richiama l’oro, simbolo di luce divina e prestigio. La pietra lavica ci riporta a ciò che è terreno, proprio dell’umanità: la strada che sostiene il passo dei corridori e di chi attraversa Castelbuono, sotto varie forme. Da turista o da cittadinə, Castelbuono avvolge, accoglie e sospende il tempo.
Il sacro e il profano si attraversano e si rinforzano a vicenda: c’è una sorta di permeabilità che nella medaglia viene raccontata nel secondo livello. È ancora pietra ma è già corona di Sant’Anna. È un passaggio tra ciò che è più alto e ciò che è più in basso. Così come la dimensione spirituale dell’ottagono ridefinisce la distanza tra divino e umano.

Nella massima espressione della comunità, la festa di Sant’Anna, che cede il giorno dell’effettiva ricorrenza a una corsa, si percepisce chiaro che i confini non sono un limite ma soglie che si attraversano.

Yeman Crippa – Tamirat Tola – Victor Kiplangat
Insieme a Tamirat Tola, vincitore della centesima edizione del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono

Medaglia da collo celebrativa ideata e realizzata per celebrare 100 edizioni del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono, la corsa su strada più antica d’Europa.

Reliquiario di Sant’Anna. Museo Civico di Castelbuono